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Osteopatia contro la spondilosi o degenerazione della colonna vertebrale

I benefici del trattamento osteopatico

Osteopata.com

mercoledì 25 gennaio 2017

La spondilosi è la degenerazione artosica della colonna vertebrale.

Si manifesta soprattutto in età avanzata o come complicazione dell’obesità, ma può presentarsi anche in seguito a traumi come il colpo di frusta, a segnalare profondi squilibri del sistema endocrino, come complicazione di recidiva postura scorretta o sovraccarico di stress o ansia.

In alcuni casi di lavoro pesante o allenamento sportivo eccessivo può insorgere la spondilosi e la degenerazione della colonna vertebrale. La colonna vertebrale è il principale sostegno dell’uomo, mantiene l’equilibrio in stazione eretta. Permette di orientare la testa nello spazio, di piegare il corpo in avanti, indietro, lateralmente e di ruotarlo.

È divisa in 33 vertebre dotate di un foro ciascuna. Insieme formano un canale che protegge e racchiude il midollo spinale (struttura del sistema nervoso).

Le vertebre sono suddivise in gruppi: il primo gruppo ne comprende sette e forma il rachide cervicale, le successive dodici sono dette toraciche e da esse si protendono le costole, seguono le cinque lombari e le 4 (o 5) del sacro e del coccige. Tra le vertebre ci sono i dischi intervertebrali, protezioni fibro-cartilaginee dall’aspetto anulare (anello fibroso) con nucleo polposo al centro. La funzione dei dischi è quella di evitare l’attrito tra le vertebre, favorendo una corretta articolazione, garantire flessibilità alla colonna e ammortizzare eventuali colpi. In base alla posizione lungo la colonna, il disco ha forma e aspetto funzionali.

La spondilosi può interessare le vertebre o i dischi intervertebrali, ma anche i legamenti e la muscolatura che avvolgono la colonna.

La spondilosi può interessare la degenerazione dell’intera colonna vertebrale oppure, in relazione alla parte che colpisce, può definirsi cervicale, toracica, lobare, coccigea.

Le manifestazione più comuni sono di spondilosi cervicale o lombare.

Nei casi di spondilosi cervicale si riscontrano dolori intensi che spesso partono dalla parte posteriore della testa, fino a raggiungere le spalle, accompagnati da perdita di equilibrio, sbandamenti, vertigini. In questi casi è opportuno analizzare la posizione durante il sonno e il cuscino che utilizziamo.

La spondilosi lombare in genere si evolve con la compromissione dei dischi intervertebrali che generano il deterioramento delle cartilagini ed un processo di infiammazione generale, terminazioni nervose comprese. Ne consegue a volte la formazione di osteofiti, per accumulo di calcio, ovvero gli irregolari accrescimenti della cartilagine delle articolazioni.

Si parla di spondilolistesi quando la spondilosi degenera in uno stato di scivolamento di una vertebra sull’altra, in avanti (anterolistesi) oppure posteriormente (retrolistesi) o di lato (laterolistesi).

La spondilolisi è un difetto nell'anello osseo che comprende la colonna vertebrale. Colpisce la “pars interarticularis”, la giunzione tra le faccette articolari e il corpo vertebrale. Questo difetto è dovuto a una frattura da stress o rottura che si verifica a causa di tensioni ripetute sulle ossa.

I partecipanti a determinati sport come la ginnastica, bodybuilding e il calcio sono comunemente soggetti a questo danno. La spondilolisi può portare alla spondilolistesi quando si verifica un danno su entrambi i lati dell'anello osseo. La sezione posteriore delle articolazioni della faccetta si separa dal corpo vertebrale principale permettendo alla vertebra in alto di scivolare in avanti su quella sottostante.

Come accennato, nelle persone più giovani (sotto i 18 anni), la spondilolistesi di solito comporta lo slittamento della vertebra lombare più bassa della parte superiore del sacro. Ciò è dovuto al fatto che l'angolo della colonna vertebrale a questo livello è di solito il più grande che porta alla gravità cercando di tagliare le vertebre superiori in avanti su quella inferiore.

Le articolazioni della faccetta sono piccole articolazioni che collegano insieme la parte posteriore della colonna vertebrale. Normalmente, le faccette articolari che collegano L5 all'osso sacro creano una giunzione per impedire a L5 di scivolare in avanti sull'osso sacro. Tuttavia, quando esistono problemi nel disco, nelle articolazioni della faccetta o nell'anello osseo, la giunzione si indebolisce, con il risultato che la vertebra L5 scivola in avanti sopra la parte superiore del sacro.

La spondilolistesi degenerativa colpisce di solito le persone con più di 50 anni. Implica principalmente lo slittamento di L4 su L5, sebbene possa influire su altri livelli della colonna vertebrale.

I cambiamenti degenerativi o l'usura della colonna vertebrale possono anche portare a una spondilolistesi. La degenerazione del disco tra le vertebre e le faccette articolari della colonna vertebrale fa sì che le vertebre si muovano più di quanto dovrebbero, finché non si allentano. Il disco degenera e si restringe premendo insieme le articolazioni della faccetta. Alla fine, il supporto delle articolazioni faccette diventa scarso e la vertebra superiore scivola gradualmente in avanti. Questa condizione riduce anche lo spazio nel canale spinale dove la vertebra è scivolata

 

Sintomi

Un dolore nella zona lombare e gluteo è il dolore più comune nelle persone con spondilolistesi. Il dolore è solitamente aggravato quando si piega all'indietro e può essere alleviato piegando la colonna vertebrale in avanti. Spasmo muscolare occasionale è comune anche nei muscoli lombari e glutei.

Quando la vertebra scivola in avanti, mette a dura prova il disco, le faccette articolari e i muscoli della schiena.

 

Nervi Schiacciati

Se lo slittamento peggiora, può anche causare schiacciamento nervoso. Lo schiacciamento nervoso è il risultato della pressione sui nervi in ​​cui escono dalla colonna vertebrale. Lo schiacciamento nervoso provoca intorpidimento, formicolio, spilli e aghi e debolezza muscolare nelle gambe.

Molto raramente i nervi che vanno alla vescica e al retto possono rimanere schiacciati.

Diagnosi

Il tuo osteopata prenderà un'attenta case history e poi ti esaminerà in modo dettagliato, notando le tue gamme e la qualità del movimento. Farà test minori per i nervi schiaccaiti e in rari casi potrebbe richiedere una scansione a raggi X o MRI. Farà domande sui tuoi sintomi e su come il tuo problema ti riguarda.

Quando una diagnosi è stata raggiunta, il tuo osteopata discuterà le opzioni di trattamento con te.

Sebbene una spondilolistesi possa essere seria, la stragrande maggioranza degli infortuni non sono e possono essere facilmente aiutati dal tuo Osteopata. Dovrebbe normalmente essere in grado di ridurre i sintomi a un livello senza dolore e darti consigli ed esercizi per aiutare a prevenire problemi futuri. Questa condizione richiederà molto probabilmente un trattamento periodico di manutenzione per aiutare a prevenire un grave deterioramento.

È essenziale che tu chieda un consiglio in fretta perché, oltre ad ottenere una diagnosi accurata, le prove dimostrano che prima consulterai il tuo osteopata, più velocemente migliorerai!

 

Il trattamento osteopatico nel caso di spondilosi parte con una fase di approccio e anamnesi che coinvolge il paziente dapprima in un colloquio dove si valuta il motivo del consulto, lo stato di salute generale, si esaminano i risultati di eventuali visite, quindi effettuando test osteopatici volti a individuare le cause dei problemi e le disfunzioni dell’organismo. Ponendo l’attenzione sulle singole specificità del paziente, si procede con il trattamento di manipolazione osteopatica. Nel caso della spondilosi si opterà per un trattamento cranio sacrale coinvolgente la parte dolente ed interessata al disturbo. Le manipolazioni sono talvolta delicate, talvolta energiche in base al disturbo da affrontare.

I benefici dell’osteopatia contro malattie come la spondilosi sono già comprovati da tantissimi pazienti che trovano miglioramenti nella loro condizione già dalla prima seduta.

Bibliografia:

  1. T. Still– Filosofia e principi meccanici dell’osteopatia 
  2. Wernham– Principi di osteopatia
  3. M. Littlejhon– Archi funzionali e biomeccanica vertebrale
  4. G. Sutherland– La sfera craniale